22 Aug, 2017

Chi è il C.A.I.

Per conoscerci meglio...

Il Club Alpino Italiano ha origine lontane. Quintino Sella concretizzò l’idea il 12.08.1863 in occasione della “storica” salita al Monviso, provvedendo poi, presso il Castello del Valentino in Torino, alla sua formale costituzione il 23 Ottobre dello stesso anno.

La Sezione di Roma del Club Alpino Italiano fu fondata per iniziativa dello stesso Quintino Sella nel 1873. Il paleontologo naturalista Giuseppe Ponzi, presidente dell'Accademia dei Lincei, ebbe l'onore di dirigere la neonata sezione. Amore per la scienza, desiderio di conoscere più da vicino la natura e passione per la montagna, allora andavano di pari passo, e la nuova associazione si inserì a pieno titolo in quell'interessante clima culturale che caratterizzò la fine del secolo scorso

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L’art. 2 dello Statuto originale del sodalizio recita: “Il Club Alpino Italiano ha per scopo di far conoscere le montagne, più specificatamente quelle d’italia, e di promuovere le ascensioni e le esplorazioni scientifiche”.

L’obiettivo di ieri non è cambiato, anzi con il trascorrere degli anni e con l’evolversi di variegate esigenze maturate con il tempo il Club Alpino Italiano è divenuto un soggetto sempre più attivo e qualificato nella difesa del territorio di montagna e del relativo ambiente e, più in generale, nel rispetto della natura. Non a caso il Club Alpino Italiano è stato riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente quale Associazione Ambientalista di interesse nazionale. Associarsi quindi al C.A.I. ha, tra l’altro, un notevole significato, ovvero quello di dare il proprio contributo per la tutela ditale ambiente, per una frequentazione rispettosa ma libera delle nostre montagne.

Il Club Alpino Italiano si impegna con ingenti risorse per la messa in sicurezza dei sentieri, vie ferrate, vie di arrampicata in falesia ed in montagna, per la manutenzione ed efficienza degli oltre 765 rifugi e bivacchi situati lungo tutto l’arco alpino e la dorsale appenninica.

Il Club Alpino Italiano inoltre favorisce non solo l’attività fisica ma anche lo sviluppo della “cultura di montagna”: dopotutto la montagna si è sempre rivelata un “territorio” di importanza rilevante dal punto di vista scientifico, sociale, antropologico e culturale nelle sue forme più variegateOggi la realtà del Club Alpino Italiano tradotta in cifre risulta, al 31.12.2003, come appresso indicato:

  • 303.627 soci
  • 482 sezioni e 319 sottosezioni
  • 765 rifugi e bivacchi
  • 838 accompagnatori di escursionismo
  • 638 accompagnatori di alpinismo giovanile
  • 832 istruttori di alpinismo
  • 774 istruttori di sci alpinismo
  • 182 istruttori di sci di fondo escursionismo
  • 178 istruttori di speleologia